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Arengario

La parola "Arengario" deriva dal germanico "Hari-hring": il luogo dove si svolgono le assemblee dei cittadini. L'antico palazzo comunale pu essere datato nel XIII secolo. La sua tipologia si richiama direttamente all'esempio del di poco precedente (1228) Palazzo della Ragione di Milano, detto anche Broletto Nuovo, in piazza Mercanti. Si accedeva alla sala superiore mediante una doppia scalea posta sul lato orientale, demolita nel XVIII secolo (tracce sulla parete est).

L'edificio, in cotto, di pianta rettangolare i cui lati misurano 30,30 x 12,40 metri. Si eleva sopra il terreno poggiando semplicemente su pilastri ordinati a tre a tre. Sopra i pilastri, le arcate sono ottenute con mattoni a cuneo di diversa grandezza e finemente lavorati.

Il soffitto del portico, su cui poggia il palco del piano nobile, retto da travi su mensole scolpite con gustosi ornamenti: motivi di teste, simboli, emblemi gentilizi. In questa area coperta si svolgeva il mercato.

Il salone delle assemblee coperto da capriate a vista ed illuminato da trifore con caratteristiche romaniche e archi a tutto sesto, mentre le arcate del porticato sono a sesto acuto.

Sulla parete a ovest si aprono cinque trifore uguali a quelle rimaste intatte nelle facciate sud e nord. Anche la parete est ha ripreso l'aspetto originario senza le scalee. Il salone fu utilizzato principalmente quale sede del Consiglio Comunale.

Nell'Arengario venivano trattenuti, per tutta la notte, coloro che venivano trovati in giro dopo il terzo suono delle campane e sotto il porticato venivano eseguite le pubbliche condanne. Gli strumenti di tortura furono tolti solo nel 1797.

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